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Vetam Arbëreshë Campera - Tradizioni
Tradizioni - 2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Tommaso Campera   
Martedì 10 Agosto 2010 10:45
Indice
Tradizioni
Detti e proverbi
Filastrocche
La volpe e il lupo
Burri e burin
Parabola: Gesù, gli apostoli e la pazienza.
Tutte le pagine

FILASTROCCHE

 Di seguito sono riportate le trascrizioni letterali di alcune filastrocche in uso nella comunità di Maschito (PZ). La trascrizione letterale, viene adoperata per rendere  chiaro il significato delle singole parole.

A volte, le filastrocche raccontate non hanno nessun significato logico ma  hanno valore di scioglilingua per le rime in esse contenute: alcune di queste, come la n. 3, con pochissime varianti viene raccontata in tutti i paesi albanofoni. Durante un viaggio del 2001 in Albania, si è poi potuto rilevare personalmente che, alcune di queste filastrocche, come la  n. 4,  - dopo una separazione con gli albanesi d’oltre Adriatico, che di fatto è durata più di quattro secoli – con poche varianti è ancora raccontata  in Albania.

 1.              “Ma shi e ma dëbor, mirimagu ve kuror, ve kuror një plak i çar, çë nga çumb do bëhat arë”

“Con la pioggia e con la neve, il ragno si sposa, si sposa un vecchio rotto, che da paralitico vuol farsi oro”

2.              “Ni ni ni, vata maça pë di mi, vata gardh gardh, vata gjei një copë llard, e të mos a shihij njari, vata të a hai  mbë shëmbri”

“Ni ni ni, è andata la gatta per due topi, è andata siepe siepe, è andata a trovare un pezzo di lardo, e per non farsi vedere da nessuno, è andata a mangiarlo “*sopra alla Madonna”: (*antistante la chiesa del Caro Seno)

3.             “Ki do har, ki thot… nëng kimi, kit thot… vemi vjedhëmi, ki thot… jo mos na  vrasnjan, e ki thot… piripiq e piripaqa, buka ta shporta e vera ta kënata”

“Questo vuol mangiare, questo dice … non abbiamo, questo dice … andiamo a rubare, questo dice … no che ci possono uccidere, e questo dice … piripiq e piripaqa, pane nella cesta e il vino nella caraffa”: (filastrocca che in tutti i paesi albanofoni veniva raccontata ai bambini per insegnargli a distinguere le dita della mano)    

4.              “Kikiriki, maça e mi, ngreu nusa sa u di, rra shkanari vrau gjeli, iku nusa nga patjeli, e lluçia nëng i përvojti, vata e rra ma    bith ta kroi”

“Chicchirichì, gatto e topo, alzati sposa che si è fatto giorno, è caduto il coperchio (della madia) ha ucciso il gallo, è fuggita la sposa dal “patjeli?”, e Lucia non li ha assaggiati, è andata ed è caduta con il sedere alla fontana”

5.              “Do hami do pimi do rrimi, e të shurbemi nëng do dimi, arren muaj majt, kimi morratë ta kulari, kur arren muaj janarit, hami kocan’a karit”

“Vogliamo mangiare vogliamo bere e vogliamo stare (non fare niente), e di lavorare non ne vogliamo sapere, arriva il mese di maggio, abbiamo i pidocchi al collo, quando viene il mese di maggio, mangiamo la testa del c….”

6.              “kur bija dëbor, lal Nikoll ma një dor, kur bija shi, lal Nikoll ma një si, kur arren janari…”

“Quando cade la neve, zio Nicola con una mano, quando cade la pioggia, zio Nicola con un occhio, quando arriva gennaio …”

7.              “Ninxhula ti frinxhula, nanxhula ti franxhula, ndë do shkosh shko, ndë mos shpo …”

“Ningiula tu frangiula, nangiula tu frangiula, se vuoi passare passa, se no non importa”  

8.              “kmil, kmil, kmil, gjith njarì ta shpija atij”

 “Lumaca, lumaca, lumaca, ognuno vada  a casa propria”

9)           "Lan e lan, pupti Çana, lan dorat e bën llazana, ndë llazanat nëng i do, lai dorat e bën çë do"



Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Luglio 2012 22:36
 
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