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Vetam Arbëreshë Campera - Standard Arbëresh
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Scritto da Tommaso Campera   
Sabato 16 Ottobre 2010 23:00
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Standard Arbëresh
L'interpretazione autentica legge 482/99
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PRESTO SUL BLOG: "CREIAMO LO STANDARD ARBËRESH?"

            Tra le necessità di ogni società complessa ed evoluta, vi è anche un codice   linguistico che, al di là delle espressioni dialettali, abbia carattere di ufficialità per  gli atti  istituzionale e per l’insegnamento scolastico. Questo, nell’ottica che i dialetti regionali, dovrebbero comunque permanere per un maggior arricchimento dell’espressione linguistica stessa.

            La società arbëreshe, intesa come insieme delle comunità albanofone d’Italia, ha estremo bisogno di una forma linguistica che abbia valore di ufficialità istituzionale e di insegnamento linguistico nelle scuole della così detta Arbëria: gli altri (i non arbëreshë), vorrebbero infine sapere qual è la lingua con cui comunicare con gli arbëreshë e quale lingua viene insegnata alle nuove generazioni scolastiche. E poi, gli arbëreshë, sono un gruppo sociale o sono tante comunità nomadi per l’Italia? La lingua è l’arbërisht oppure sono tante espressioni dialettali differenti tra di loro?  

            Ecco quindi che gli arbëreshë, le comunità albanofone d’Italia, hanno bisogno di un codice linguistico unitario che risponda, alle necessità di ufficialità verso le istituzioni, e per essere finalmente compresi dai non arbëreshë. Sino ad ora, gli esperti del caso, i linguisti - fuorviati dalla semplicistica soluzione dell’albanese standard d’Albania – non sono riusciti a dare risposta a questa evidente necessità degli arbëreshë.

            Dato per scontato che sia possibile la codifica di un arbërisht unificato, prima di pensare a qualsiasi tipo di lingua che risponda alle esigenze di ufficialità - ormai irrinunciabili – nelle comunità albanofone d’Italia, le domande che, genericamente, dobbiamo porci sono le seguenti:

a)    La nostra lingua - l’arbërisht in tutte le sue forme – parlata in Italia è oramai in rapido declino, pensiamo di essere ancora in tempo per la codifica di un idioma unico che sia rispondente alle esigenze di uso ufficiale e di insegnamento unitario nelle scuole d’Arbëria?

b)   In presenza del già codificato standard d’Albania, pensiamo che questo possa essere utile nell’insegnamento delle comunità albanofone d’Italia, oppure, per i diversi esiti linguistici sopravvenuti  tra arbërisht e albanese d’Albania  pensiamo che quest’ultimo non sia rispondente alle esigenze linguistiche degli arbëreshë?

c)    Per una futura codifica dell’arbërisht, si vorrà usare il già esistente alfabeto albanese codificato a Monastir (con l’inevitabile aggiunta dei segni grafici mancanti alle esigenze fonetiche), oppure, si vorrà creare “ex novo” un alfabeto proprio dell’arbërisht?

d)   Dato che, per evitare un appiattimento culturale, sarebbe auspicabile il mantenimento delle diverse forme dell’arbërisht nelle diverse comunità albanofone d’Italia, il creando arbërisht, in quali contesti si penserebbe di renderlo ufficiale e  quali obblighi d’uso gli si attribuirebbe?

e)    Gli arbëreshë, vanno fieri dell’estremo orgoglio di se stessi: dato che, non sempre  lo spropositato orgoglio risulta positivo per il conseguimento di fini comuni, gli arbëreshë saranno disposti ad accettare uno standard che non sia totalmente rispondente alla propria forma linguistica?

f)     Nella codifica dell’arbërisht standard, per i vocaboli eventualmente mancanti, si  vorrà attingere dal lessico di quelle comunità albanofone dove essi sono stati conservati? Qualora i vocaboli con stesso significato semantico dovrebbero essere sovrabbondanti, questi andrebbero a costituire dei sinonimi. 

g)    Dato per  certo che gli arbëreshë d’Italia godano di una comune intercomprensione, appurato che comunque, seppur in modo non sostanziale,  esistono delle differenze, quale forma linguistica si pensa di adottare? Per la codifica dell’arbërisht comune, non dovremmo dare ascolto p. es. ad albanologi come Gaetano Petrotta che, per la codifica dello standard proponeva l’uso della forma: “… più resistente al logoramento prodotto dall’evoluzione della lingua, la morfologia più sicura per la migliore conservazione delle desinenze sia nella declinazione che nella coniugazione inducono molti a preferire il dialetto tosko e meglio il tosko antico, conservatosi nelle colonie di Grecia e di Italia”. - “La fonetica più resistente al logoramento prodotto dall’evoluzione della lingua, la morfologia più sicura per la migliore conservazione delle desinenze sia nella declinazione che nella coniugazione inducono molti a preferire il dialetto tosko e meglio il tosko antico, conservatosi nelle colonie di Grecia e di Italia, il quale è assai più vicino dell’odierno ghiego all’opera del Buzuku, come si può vedere ora che se ne conosce qualche brano e se si vuole anche del Budi e del Bogdano.”  Sembra dunque che, dalle indicazioni del Petrotta, si evince che per la codifica dell’ipotetico standard arbëresh, sia da preferire “…  il tosko antico, conservatosi nelle colonie di Grecia e di Italia …” Quindi, il tosco di forma arcaica per: La fonetica più resistente al logoramento prodotto dall’evoluzione della lingua, la morfologia più sicura per la migliore conservazione delle desinenze sia nella declinazione …” ?

h)   Nell’immancabile verità che unico vero depositario e custode della lingua è il popolo che la parla, in che modo si penserà di coinvolgerlo?  Chi, e quali istituti dovrebbero partecipare alla codifica del futuro arbërisht comune?

i)     Visto che, attualmente, non ci sono docenti preparati per il di là da venire arbërisht comune, quali istituti, quali caratteristiche e quale grado di conoscenza dovrebbero avere affinché vengano preparati i futuri insegnanti?

j)     Dato che, sovente, gli insegnanti sono in possesso di tecnica grammaticale ma mancanti del patrimonio linguistico parlato, non dovrebbero questi essere affiancati da esponenti del popolo depositari del patrimonio linguistico?

Queste ed altre sono le domande alle quali noi tutti (voi ed io) dovremmo dare risposta prima di incamminarci nel non facile percorso della codifica di un arbërisht standardizzato.

Vi invito dunque a dare il vostro contributo scrivendo e mandando: i vostri pareri costruttivi; i dubbi che siano comunque indicativi di una possibile  soluzione; il lessico che pensate debba immettersi nello standard arbërisht; quale forma dell’arbërisht adottare e quanto altro ancora possa essere di contributo alla futura codifica dell’arbërisht comune.

Tommaso Campera



Ultimo aggiornamento Sabato 06 Novembre 2010 13:06
 
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