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Vetam Arbëreshë Campera - Recensioni
Recensioni - Pagina 6 PDF Stampa E-mail
Scritto da Tommaso Campera   
Martedì 10 Agosto 2010 10:45
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Basilicata, novembre 2008: 1° Festival delle lingue di minoranza.
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 DUE VOLUMI DAL 1° FESTIVAL LINGUE DI MINORANZA E CULTURE MIGRANTI

DONATO M. MAZZEO

POTENZA- Durante la “tre” giorni di kermesse scientifico-culturale , conclusasi ieri in Val Sarmento, intitolata “1° Festival Lingue di minoranza e delle culture migranti” , sono stati presentati, fra l’altro, due splendidi volumi a tema etnico.

In particolare a Potenza , dopo l’inaugurazione da parte dell’assessore alla Cultura e Formazione della Regione Basilicata, Antonio Autilio, nell’atrio del Teatro “Stabile” , della mostra fotografica “Tre vallate tre culture” del fotografo toscano Santino AMEDEO , il volume edito dal Centro Culturale “Rezija” di Udine. E’ una rassegna dei momenti più caratteristici e tipici delle tre etnie (una del Friuli Venezia Giulia, una Arbereshe della Basilicata e la Grika della Calabria). “E’ la storia più pregnante- ci dice il fotoreporter ospite della Regione Basilicata e dell’Università – di tre culture etniche “meno diffuse” del nord e del sud, in una simbiosi interculturale e finalmente unitaria”. Le riprese fotografiche , in quadricromia, stigmatizzano un intenso ed eccezionale itinerario antropologico e di costume che va dal 1985 ai giorni nostri in circa 300 pagine.

     A Maschito, anticamente denominata Giorgiano , in onore dell’Eroe Giorgio Skanderbeg, la serata è stata    dedicata , per il coordinamento di Fabrizio Caputo, sindaco di Ginestra e Antonio Mastrodonato sindaco di Maschito, alla poesia della”Rinascita etnica” nel territorio .

    La presentazione , infatti, di Ze nje pastan i re” (“Nasce una nuova vigna”) di Tommaso CAMPERA , che vive e lavora a Chieri , Torino) è stata fatta dal Professore Italo Costante FORTINO, docente di lingua e letteratura Albanese all’Università “L’Orientale” di Napoli, per la cronaca , la prima Università in Italia ad introdurre, nei primi decenni del secolo scorso, la disciplina di lingua Shqipetare.In particolare dopo la lettura di diverse liriche da parte dell’autore (Hora ima vedes, Nani jam ketu) un intervento di Vincenzo Cucci presidente del Circolo Culturale “Vatra Arbereshe” in Piemonte che ha delineato il percorso poetico e di amore ancestrale per la terra natale di Campera.

Fonte: Il giornale di Barile La voce della Piazza  -  Prof. Donato Michele Mazzeo.



Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Giugno 2011 20:59
 
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