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Vetam Arbëreshë Campera - Origini
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Scritto da Tommaso Campera   
Martedì 14 Settembre 2010 00:00
Indice
Origini
Korone e i Coronei
Tutte le pagine

                                    La città di Korone e i Coronei

Tutti gli Arbëreshë d’Italia, amano definirsi Coronei, cioè, Albanesi sì, ma … attenzione, sembrano voler dire, di quelli provenienti da Korone!

             Dunque, Albanesi di quelle nobili famiglie di condottieri provenienti dalla Morea (l’attuale Peloponneso) che, intorno al 1535, imbarcati sulle navi dell’alleanza dell’imperatore Carlo V. - flotta che era comandata dall’ammiraglio genovese Andrea Doria - furono costretti ad emigrare in Italia: ma siamo davvero tutti originari di Korone o comunque dalla Morea?

             Prima di entrare in merito all’origine, o meno, da Korone e dunque dalla Morea, vorrei mettere in primo piano un sunto del canto che ormai, a prescindere dall’origine, è assunto a simbolo di tutti gli Arbëreshë  “Moj e bukura Morèe = Oh mia bella Morea”

 

 In lingua originale, l'arbëreshe 

Oj e bukura More

çё kur tё lashё

u mё nëng tё pashë.

Atje kam u zotin tatё

atje kam u zonjen mёmё

atje kam edhè im vёlla

gjithë mbuluarë ndën dhe!

Rit.   Oj e bukura More

çё kur tё lashë

u mё nëng tё pashë.

Oj e bukura More …

Traduzione letterale dall'arbëreshe all'italiano

Oh bella Morea

da quando ti lasciai

io più non  ti vidi

Là ho il mio signor padre

là ho la mia signora madre

là ho anche mio fratello

tutti coperti sotto terra!

Rit.  Oh bella Morea

da quando ti lasciai

io più non ti vidi.

Oh bella Morea …

   

            Secondo i documenti ritenuti più attendibili, quelli della Repubblica di Venezia (la Serenissima) che all’epoca estendeva il suo dominio nei territori della Morea (Cfr. “Memorie Istoriografiche del Regno della Morea, Venezia 1692”) per la sua posizione strategica per le rotte navali che dall’occidente portavano ad oriente, Korone fu continuo teatro di battaglie tra il blocco dell’alleanza cristiana e quelle della super potenza  dell’epoca che era l’armata Ottomana.

             Per quanto compete al trattato di questo articolo, la fortezza di Korone, in nome dell’imperatore Carlo V., e dunque dall’alleanza cristiana, fu nuovamente conquistata nel 1532 dall’ammiraglio Andrea Doria.

             Per l’impossibilità di mantenere quella strategica posizione, la fortezza viene però abbandonata solo due anni più tardi (nel 1534) e Korone ritorna ad essere possedimento degli Ottomani.

    È in questo frangente dell’abbandono di Korone nel 1534, che viene collocata la partenza per l’Italia dei Coronei, le nobili famiglie Albanesi di rito greco. Prima che la fortezza fosse abbandonata in mano turca, l’imperatore Carlo V. ordina all’ammiraglio Andrea Doria di imbarcare quanti degli Albanesi volessero abbandonare la città di Korone per paura delle rappresaglie che, senz’altro sarebbero state messe in atto dagli Ottomani, per vendicarsi della resistenza opposta e per essere di religione cristiana.

    Fu così che, in quella sola occasione (ne seguirono altre), circa 2000 albanesi si imbarcarono sulle navi dell’alleanza di Carlo V e fecero rotta per le regioni del sud Italia dove fondarono o ripopolarono i villaggi arbëreshë: la storiografia conferma che 100 di quelle famiglie provenienti da Korone, nel 1535 si insediarono a Maschito che era già abitato da Albanesi di precedenti emigrazioni provenienti da Scutari e dall'Albania centrale.

   I Coronei della IV emigrazione provenienti dalla Morea, in minima parte si fermarono a Napoli e a Lipari, mentre la maggior parte di essi preferirono insediarsi in paesi dell’Italia meridionale già abitati da albanesi delle precedenti emigrazioni, tra gli altri, questi paesi sono:  Barile, Maschito, Ginestra, San Costantino e San Paolo Albanese in provincia di Potenza; Greci in provincia di Avellino; Farneta e Castroregio in provincia di Cosenza. Ciononostante, tracce di albano-greci provenienti dalla Morea, si hanno non solo in Basilicata, in Campania ed in Calabria ma anche in Puglia ed in Sicilia. Prove certe di queste presenze le fornisce l’onomastica: l’etimologia dei nomi di questi albano–greci ne denunzia la provenienza dalla lingua greca.

             Possono dunque essere considerate tracce certe dell’origine coronea: i documenti storici; la toponomastica, p. es. Greci (AV) e San Demetrio Corone (CS); l’onomastica, p. es. Cacosso, Cacozza, Chiefalà, Chiafitelli, Rafti, Stratigò, Rodotà etc. ; indicatori dell’origine dalla Morea sono anche certi soprannomi come Kalavrita e Karvela.  Infine, sono indicatori dell’origine coronea i “titoli nobiliari” conservatisi accanto al proprio cognome, p. es. in Sicilia e Calabria: Jeno dei Nobili Coronei; Rodotà dei Nobili Coronei; Camodeca dei Nobili Coronei (Cfr. ZËRI I ARBËRESHVET – Emanuele Giordano 1979).

             In Basilicata, in Maschito,  l’origine “nobiliare”, ad esempio,  è denunciata dai documenti firmati dai sindaci di Maschito che, intorno al 1736, accanto al proprio cognome, a denunziarne orgogliosamente l’origine, opponevano l’ “Universal Suggello” e dunque: Tommaso Giura Eletto de Coronei; Domenico Campera Eletto de Coronei; Lazzaro Manes Capo Eletto de Coronei (Cfr. MASCHITO, STORIA E LEGGENDA VERSO IL FUTURO – Donato M. Mazzeo – Basilicata Arbëreshe 2001).

              Abbiamo quindi visto e constatato che - pur essendo tutti di stirpe albanese - così come ci sono validi indizi per escludere l’origine dalla Morea, ci sono indizi sicuri per capire quali Albanesi possano dirsi provenienti dalla Morea e dunque probabilmente  Coronei  di antica famiglia “nobiliare”.

             Si premette che, nei paesi albanofoni, con gli Albanesi D.O.C., da generazioni convivono anche famiglie “allògene” integrate anche linguisticamente con il territorio ma che non fanno parte dell’etnia albanese, esempio di questo sono: i Di Nella in Maschito provincia di Potenza, gli Altimari in S. Demetrio Corone provincia di Cosenza (cfr. DIZIONARIO UTET "I COGNOMI D'ITALIA"). Per quanto compete a questo piccolo trattato, non si prenderanno quindi in considerazione i cognomi dei cosiddetti “t'huaja = stranieri”.Veduta della fortezza di Koroni con la città in un disegno del 1685.

             Escludendo l’indizio della canzone “Oj e bukura Moree” che attualmente è canto assurto a simbolo dell’abbandono della propria terra da tutti gli Arbëreshë, Coronei e non, sicuri indizi restano i cognomi, i soprannomi, il suggello d'origine posto accanto al proprio cognome, i rari documenti dai quali - come nel caso della famiglia Stratigò di Lungro (CS) - se ne deduca la provenienza: l'originale di tale documento, datato 13 luglio 1533, sarebbe depositato presso la Real camera sommaria di Napoli.

            Prendendo ad esempio alcuni cognomi presenti nel paese albanofono di Maschito (PZ), si avrà un modello che certamente potrà essere adottato per le ricerche in altri paesi albanofoni: l’analisi etimologica su alcuni di questi cognomi, con buona probabilità, ci dirà chi possa considerarsi albanese originario dalla Morea e quindi di origine coronea e chi invece ha le sue origini da altre zone albanofone. 

segue...      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Marzo 2011 20:52
 
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