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Vetam Arbëreshë Campera - Lingua
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Scritto da Tommaso Campera   
Venerdì 03 Settembre 2010 14:26
Indice
Lingua
Sull'esempio del De Saussure ...
Possiamo ritenere lo standard ...
Illiria Post
L'arbëreshe è inadatto ...?
Gaetano Petrotta ...
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  •  Punto 5°: l’arbëreshe è inadatto ad una comunicazione intercomprensibile nelle comunità   d’Italia?

Al proposito, è utile sapere che cosa dice il Prof. Italo Costante Fortino Docente di Lingua e Letteratura Albanese presso l’Università “L’Orientale” di Napoli.

Intervistato dal giornale albanese “Shekulli” = “Il Secolo”, sulle questioni relative alle incongruenze tra standard albanese e arbëresh e su quale lingua insegnare nelle scuole arbëreshë, il prof. Italo Costante Fortino risponde: “Escludiamo in primis la lingua standard albanese, perché gli arbëreshë con la conoscenza usuale della lingua, non la capiscono. Un esempio può essere chiarificatore sulla comprensione della gente sulla lingua albanese: il 1 maggio 2004, in un paese arbëresh, in occasione della promozione dell’Opera letteraria di Vorea Ujko, quando i relatori arbëreshë relazionarono in arbëreshe comune, il pubblico comprese molto bene, mentre quando relazionarono i relatori albanesi ebbero bisogno della traduzione per seguire i lavori”.

 Il prof. I.C. Fortino prosegue asserendo che: “Bisogna fare molta attenzione  a non creare una lingua artificiale, con elementi che il popolo non riconosce come propri... / È questa la ragione del perché, non si può usare lo standard albanese nello  scritto dei paesi arbëreshë”.

                Da quanto detto dal Prof. Italo Costante Fortino si intuisce che la prima cosa che si pone alla nostra attenzione è che, tra lo standard albanese e le forme arcaiche dell’albanese parlato nelle comunità arbëreshe d’Italia, a causa delle evoluzioni e dei mutamenti avvenuti, si sono create delle difformità ed anomalie linguistiche che, di fatto, rendono difficile la comune comprensione:

“… il 1 maggio 2004, in un paese arbëresh, in occasione della promozione dell’Opera letteraria di Vorea Ujko, quando i relatori arbëreshë relazionarono in arbëreshe comune, il pubblico comprese molto bene, mentre quando relazionarono i relatori albanesi ebbero bisogno della traduzione per seguire i lavori”.

Dunque, alla domanda se “l’arbëreshe possa essere inadatto ad una comunicazione intercomprensibile nelle comunità d’Italia” possiamo rispondere che, se di inadeguatezza alla comprensione sì tratta, essa vada riferita allo standard albanese che, agli arbëreshë, per ragioni di differente evoluzione, risulta oscuro e di difficile comprensione. È opinione comune invece che, per la comunanza dello sviluppo storico e sociologico e, vista anche l’antica koinè linguistica sostenuta dal Koliqi e dal Ferrari, gli arbëreshë parlanti le varie forme dell’albanese arcaico godono di una comune intercomprensione.

  •  Punto 6°: la supina accettazione del dogma ‘standard albanese’ è un tradimento verso il secolare contesto italiano e verso la realtà storico linguistica qui evolutasi? 

Si può qui azzardare che, chi supinamente, ed in modo semplicistico, accetta il dogma dello standard d’Albania nel contesto delle comunità arbëreshe, certamente non ha affrontato in modo conscio il tema della lingua arbëreshe nella sua potenzialità. Seppure questi avessero conoscenza di questa lingua, certamente non ne hanno compreso lo spirito con il quale il tema lingua arbëreshe vada affrontato.

Per non peccare di ipocrisia, bisogna ammettere che, questa lingua, come anche lo standard albanese, non rappresenta nessuna utilità pratica, commerciale e/o economica: se pensiamo a questa lingua in questi termini, è meglio rinunziare ad essa da subito e rivolgerci, semmai, all’inglese, russo, cinese, arabo e ad altre lingue che diano certezza di gratificazione economica.

Se invece vogliamo una lingua della cultura, ebbene scegliamo la lingua di Dante: noi arbëreshë in questo siamo facilitati, chi di più e chi di meno (il sottoscritto rientra tra i meno), siamo già padroni della lingua italiana. Ecco, piuttosto che perdere tempo con lo standard albanese che non ci è di nessuna utilità, non ci appartiene dal punto di vista storico e dell’evoluzione della morfologia linguistica, e vista anche la mancata scientificità con la quale è stato codificato, parliamo piuttosto tutti l’italiano e piantiamola di stupire i linguisti con questo strano fenomeno dell’attaccamento alla nostra bella lingua! 

Per quanto detto, risulta chiaro che il solo spirito con il quale va affrontato il tema lingua arbëreshe, è quello dell’amore verso la nostra cultura linguistica scissa ed evolutasi dal contesto originario, con tutto l’insieme del bagaglio storico e religioso che essa rappresenta nella diaspora del contesto italiano. Chi non ha capito tutto questo e continua nella scelta, facile e semplicistica, dello standard albanese, forse non conosce la propria lingua, forse ha secondi fini, comunque, risulta inadeguato verso dei trascorsi storici linguistici e verso un contesto sociologico secolare che, se arbëresh, gli è appartenuto! 

Quanto appena detto, potrebbe apparire estremamente di parte, dunque riequilibriamo il tutto leggendo cosa hanno scritto della lingua arbëreshe altri personaggi certamente degni di nota.    



Ultimo aggiornamento Domenica 10 Ottobre 2010 13:06
 
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