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Vetam Arbëreshë Campera - Letteratura
Letteratura - Carmine De Padova PDF Stampa E-mail
Scritto da Tommaso Campera   
Mercoledì 29 Settembre 2010 00:00
Indice
Letteratura
G. Gangale
Gangale, poesie
Carmine De Padova
Tutte le pagine

 

 

 Uomo di multiforme ingegno, Carmine De Padova nacque a San Marzano di San Giuseppe (TA) il 16 luglio 1928.

Ciò che immediatamente si nota della figura di Carmine De Padova è il suo impegno profuso per l’insegnamento della lingua arbëreshe, la sua è stata una vera e propria azione pedagogica mirante a un attivo bilinguismo.

 Emblematico di persona giusta al posto giusto, sebbene contrastato nella sua opera, in relazione ai bisogni linguistici delle comunità arbëreshë, Carmine De Padova è stato antesignano dell’insegnamento della lingua nelle scuole delle comunità di minoranza linguistica.

Bisogna notare che, mentre in altre comunità arbëreshë, tanti altri insegnanti, “ignoranti”, disincentivando all’uso della propria lingua madre, mettevano in soggezione gli alunni arbëreshë per la loro “diversità”, lui, il Carmine De Padova, dava esempio di come si potesse invece essere perfetti cittadini bilingui e come, questa “duplicità”,   oltre che consapevolezza verso la propria cultura di minoranza, poteva contribuire ad un maggior accrescimento culturale in senso lato.

Osteggiato dalle Istituzioni e non solo, essendogli vietato l’uso delle aule scolastiche, fra mille difficoltà e incomprensioni egli aprì la sua casa a ragazzi e adulti che avevano voglia di seguirlo nel suo credo: l’insegnamento dell’arberesh scritto e parlato; ed erano veramente in tanti a seguirlo.

Conseguita la laurea in Pedagogia, il De Padova ha insegnato nella Scuola Elementare del suo paese per oltre trent’anni; quindi decise di trasferirsi con la famiglia su un colle di Città di Castello (PG) a gestire una fattoria, ciò comunque non gli fece mai perdere i  contatti con il suo paese ove sistematicamente tornava.

 

Uomo di multiforme ingegno: studi di glottologia, di lingua arbereshe, di musica e di danza; esperienze di recitazione teatrale e cinematografica; audaci esperimenti di volo e di paracadutismo; non so che altro, Carmine De Padova ha scritto due libri:

-              San Marzano di S.Giuseppe : Storia, tradizioni, folklore.

-              Dy Miqte (I due amici).

Entrambi i volumi sono stati pubblicati nel 1999 da “Il Coscile” Editrice di Castrovillari (CS);  frutto di studi e ricerche il primo.  Più versatile il secondo, dove racconta le avventure di una compagnia di giovani in un paese di provincia sul finire della seconda guerra mondiale; uno spaccato di vita vissuta, bozzetti di una spontaneità ed ingenuità ammirevoli.

La dedica del suo secondo libro, scritta in arberesh e in italiano, recita:

“ A mia madre e a mio padre che mi insegnarono l’amore per la lingua albanese e mi inculcarono nell’animo l’orgoglio di essere arberesh “.

Da quanto detto emerge il quadro di un intellettuale di provincia dai molteplici interessi, come ce ne sono tanti. Ma il prof. Carmine (il prof. Menino, come lo chiamavano tutti in paese) è anche molto altro.

Del suo prezioso contributo dato alla cultura arbëreshe gliene rende grata testimonianza un servizio realizzato nel 1978 da Rai-3, della durata di ben sessanta minuti, con la Regia di Vittoria De Seta ed il commento del famoso glottologo prof. Tullio De Mauro. Servizio che in parte è stato riproposto ed arricchito dal Regista Marco Bertozzi (“Il senso degli altri” ), il 12 dicembre 2009, in occasione della giornata dedicata alla memoria, nel decennale della morte, l’11 dicembre 1999 a Città di Castello. 

 

Contributo scritto da Cosimo De Padova

 

 

 




Ultimo aggiornamento Sabato 12 Novembre 2011 15:26
 
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