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Vetam Arbëreshë Campera - Letteratura
Letteratura - G. Gangale PDF Stampa E-mail
Scritto da Tommaso Campera   
Mercoledì 29 Settembre 2010 00:00
Indice
Letteratura
G. Gangale
Gangale, poesie
Carmine De Padova
Tutte le pagine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Filosofo, glottologo, giornalista e poeta, specialista di albanese presso l’Istituto di Glottologia di Copenaghen, Giuseppe Gangale nacque a Cirò Marina(CZ) nel 1898, morì a Muralto (Svizzera) nel 1978.

In questo spazio, del Gangale, mi preme ricordare solamente i meriti riconosciutigli per quanto fece in relazione alla minoranza arbëreshe e in àmbito albanologico, dunque, non si faranno qui considerazioni su altre sue doti derivanti dai suoi ampi percorsi religiosi, politici e sociologici.

Giuseppe Gangale,  compì gli studi universitari a Firenze agli inizi degli anni Venti. Tralasciando (per quanto suddetto) altri suoi pur meritevoli impegni, ricordo qui che, esule dal 1934 in  Svizzera e poi in Danimarca, già in età avanzata, si dedicò esclusivamente a studi filologici e dialettologici: a Copenhagen il compianto prof. Gangale svolse l’incarico di specialista presso l’Istituto di Glottologia dell’Università e curato la Biblioteca Reale. Collaborò attivamente col grande linguista Hjelmslev.

Mi preme ricordare la sua fatica: “Per paradigmata ad Gracae-arberiscae grammaticae Conatus AMK9”, Editrice Universitalia, come tentativo di dare una “base Marcedusana” ad un gruppo di lavoro di insegnanti e studiosi di tutti i paesi albanofoni AMK(*), che potranno tentare di completarlo ciascuno con le forme del proprio idioma. Riporto la dedica di G.Giudice (1), a Gangale, nell’opera summenzionata che “il Professore”, così lo chiamava il  suo biografo e stretto collaboratore, Prof. Enrico Ferraro di Pallagorio, (www.mondoarberesco.it), non fece in tempo a completare.

 Ppy atà e ato

ççy ddonjin ty ddinjin di diovaset

si shkruhet

e si mbahet gjuha e sppiisy

edhe

horys t’atire

ppy  ato ççy kety vinjin

sa ty ja ruemi

si vistaar

si Radha

na ka mbysuer

e si i madhi

Ghangkali joni

 

“Rradderi i Europes” (Ramingo d’Europa).

Così Giovanni Giudice, ha definito G. Gangale nel suo libro “Poesie di Giuseppe Gangale”.

Ma qui voglio testimoniare che il Dott.Gangale fu “ramingo” anche per i paesi albanofoni della provincia di Catanzaro per salvare l’identità linguistica delle comunità albanesi.

Ricordo quando a Caraffa (CZ) costituì, allo scopo, un gruppo di studio e di lavoro con i giovani di allora (Fausto Bubba, Peppino Critelli, Irene Peta, Antonio Arcuri ed altri).

L’imperativo, all’interno del laboratorio, era l’uso della lingua arbyreshy e soltanto l’arbyreshy (**)senza “se” e senza “ma”.

Il magnetofono (odierno registratore) era lo strumento principale per la “raccolta” della “parlata Arberisca” dei Caraffoti, lungo le viuzze del paese, in visita presso le abitazioni dei più anziani custodi della lingua.

Tutti i giovani furono coinvolti, tra l’altro, nella realizzazione della “Dhamburaty e Zhotitty Kristi” (Passione di nostro Signore Gesù Cristo), opera teatrale, in lingua arbyreshy ovviamente, (con testi e scenografia dello stesso Gangale e di Antonio Arcuri), che venne rappresentata nella sala cinematografica “Aurora” del Prof. G.B. Donato.

Fu un risveglio che entusiasmò giovani e meno giovani, una “primavera” che fece germogliare i fiori della passione per la difesa del nostro patrimonio linguistico ma che appassirono per cause che non è il caso, qui, di elencare. Allora non esistevano le odierne videocamere, tuttavia poche fotografie dell’avvenimento, sono gelosamente custodite nel Museo del paese.

Alla morte del prof. Giuseppe Gangale, avvenuta nel 1978,  il Centro Greco-Albanese di Glottologia di Crotone da lui diretto viene chiuso e la vasta produzione letteraria, consistente in una raccolta di testi e pregevoli studi inediti sugli arbëreshë e su tutte le minoranze linguistiche europee, viene trasferito altrove. Tale pregevole materiale, è ora in parte custodito (per volontà  di Margherita Uffer, vedova Gangale) in Svizzera, parte all’Università della Calabria, a Palermo e a Copenhagen. La parte rimasta a Caraffa è invece collocata in un’apposita sala, a lui intitolata,  dell’Istituto di Cultura Arbëreshe di via Piave.

Per la vasta bibliografia delle sue opere si rimanda a:

-              Margherita Uffer (seconda consorte): “Giuseppe Gangale, Ein Leben im Dienste der Minderheiten“, Chur Terra Grishuna Buchuerla

-              Giuseppe Giudice : “Le poesie di Giuseppe Gangale, rradheri i Europes”, Rubettino, Soveria Mannelli 2002

-              Enrico Ferraro: “Bibliografia in grandi linee di G. Gangale, dattiloscritto originale”, s.d. 

            SeiKrotone 1988

  Contributo scritto da Nicola ing. Donato

 

(*)AMK - Albanesi Media Calabria: Andali, Carfizzi, Caraffa, Marcedusa, Pallagorio, S.Nicola dell’Alto,Vena di Maida

(**)y=ë (alfabeto di Vangale, Radha, I.P.A.)

 (1)Insegnante di Storia e Filosofia del Liceo classico “Pitagora” di Crotone e nella Scuola superiore di Teologia, oltre che presidente del Centro Greco-Albanese di Glottologia (Kjondyr i Arbyresh dditurije gkilluhoory) “Giuseppe Gangale” di Crotone – S.Nicola dell’Alto (KR). 

   



Ultimo aggiornamento Sabato 12 Novembre 2011 15:26
 
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