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Vetam Arbëreshë Campera - Chi sono?
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Scritto da Tommaso Campera   
Martedì 10 Agosto 2010 11:45
Indice
Chi sono?
Il soprannome dei Campera
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Chi sono …

Sono Tommaso Campera, nato nel 1949 a Maschito (PZ) in Vico 2 Albanese. Nato da padre, madre, nonché i nonni, tutti parlanti l’arbëresh (l’albanese di forma arcaica) dunque mi ritengo maschitano verace, D.O.C. come l’ottimo vino aglianico del Vulture che si coltiva da quelle parti.

Le ragioni che mi hanno spinto  alla realizzazione di questo lavoro, sono ancestrali, e potrebbero essere riassunte in due parole “rispetto e dovere”. Rispetto e dovere verso i propri antenati e le proprie origini, antenati e comuni origini degli arbëreshë: chi non ha passato, non ha futuro!

In età prescolare nelle rare visite che - in occasione di fiere o feste, insieme al vicinato (gjitonìa) - la famiglia effettuava nei paesi del circondario, Venosa, Forenza, Rionero ed altri paesi italofoni della provincia di Potenza,  si aveva modo di sentire la lingua parlata in questi altri paesi vicini ma, allo stesso tempo, lontani: era una lingua che risultava strana, straniera, “a huaja”.

In tali circostanze, ci si rendeva conto della  “identità e differenza” degli arbëreshë e del fatto che i paesi arbëreshë fossero delle isole speciali e differenti dal contesto circostante. Fu così che, ancora bambino di circa 6 anni, chiesi a mio padre (tatan) il perché di quelle differenze che a me risultavano incomprensibili; egli, mio padre, con semplicità rispose: “Noi siamo di antica origine albanese e parliamo una lingua che è l’albanese antico”; dicendo queste parole indicò l’est e con orgoglio disse “albanese”; aggiunse anche che in municipio vi erano custoditi vari libri scritti nell’antica lingua albanese.

Ecco, così iniziò la ricerca sulle mie origini, da una parola, “albanese”, con l’analisi su tutto quanto iniziasse per “alb…”.Ricerche - non ancora concluse - iniziate sui libri scolastici di storia e geografia (in italiano) dove ancora si leggeva la storia degli Illiri e dell’Illiria, ricerche che sono continuate sino a stimolare altra gente alla fondazione – in Chieri (TO) - della ormai conosciuta Associazione Culturale di Minoranza Linguistica “Vatra Arbëreshe”, letteralmente, “focolare  italo-albanese”.

La famiglia

Da testimonianze storiche, i Campera appaiono come una delle più antiche famiglie del sito di Maschito (PZ) fondato o ripopolato dagli albanesi del XV° sec., appaiono dunque in Maschito già nei primi secoli della diaspora, accanto ai Musacchio, Dukagjini, Giura, Manes, Schirò, Rafti, Spata, Renes, Cucci, Scutari, Scura, Gimbatta, Chiefalà e tanti altri tutti di origine albanese.

L’antichità dell’insediamento dei Campera in Maschito, (in arbëreshe Mashqìt), la si deduce:

a) Dal registro dei  decessi avvenuti in Maschito negli anni tra il 1673 ed il 1702, oltre ai nomi più illustri di chiara origine albanese, venivano registrati anche i Campera deceduti in Maschito e seppelliti nella Chiesa di S. Elia.

b) Nell’anno 1736 appare un Campera Domenico con  funzioni  di  sindaco  di  Maschito;  dal   libro “Maschito, storia e leggenda verso il futuro” pubblicato nel 2001, dall’amico Donato Michele  Mazzeo di Barile, a pagina 49 si desume che il Campera  Domenico certificava la sua origine, opponendo accanto alla sua firma, “ELETTO DE CORONEI”; i Coronei erano  gli Albanesi provenienti dalla città di Korone nel Peloponneso 

c) Una lapide ancora oggi esistente nella chiesa di S. Elia, scritta in latino, datata MDCCLXXI e intitolata a: “Franciscus Xaverius Giura Rosarii F. et Elisabethae Camperae”; dalla lapide, appare chiaro che Elisabetta Campera era madre di un insigne giurista, come anche palese è l’inparentamento tra le due famiglie.

Da quanto suddetto, è evidente che i Campera a buon diritto possono essere inseriti tra le famiglie più antiche che fondarono e ripopolarono il sito di Maschito.

Dunque, per quanto detto, come autore di questo sito, scrivendo di cose  relative alla nostra minoranza, parlando della nostra lingua ed esprimendomi in lingua arbëreshe nelle mie “poesie”, non faccio altro che parlare e scrivere nella lingua dei  nostri avi: è come se si fosse chiamati a compiere un dovere estremo verso qualcosa che intimamente ci appartiene.

Tommaso Campera autore del sito: vetam arbëreshë campera


I Campera, come tutte le famiglie di Maschito, hanno anche un soprannome, il quale, in Maschito, è persino più identificativo dello stesso cognome. Il soprannome, sillabato, affinché si possa rendere il suono in italiano è Mi-ni-sc-ch (la ch finale ha valore della c di casa), in arbëreshe  Minishk.

Essendo la famiglia Campera tra le più antiche in Maschito, il soprannome Minishk, è senz’altro da mettere in relazione a qualche antico cognome di origine albanese, per esempio, la famiglia Astone aveva come soprannome Deda che, ancora oggi, è un cognome molto diffuso in Albania.

Secondo il DIZIONARIO STORICO ETIMOLOGICO UTET - I COGNOMI D’ITALIA, il soprannome Minishk, sarebbe da mettere in relazione al cognome Minisci che è forma di origine albanese e diffusissimo nei paesi italo-albanesi d’Italia. A sua volta, il cognome Minisci, con le varianti Manes > Manesi > Manisi > Manissi > Minisci > Minishk, sarebbero tutte forme derivanti da un originario Manesh (cfr. Manes).

Una volta chiarito l’interrogativo del significato del soprannome Minishk che, in realtà, sarebbe un antico cognome, resta dunque solo più da chiarire in che epoca e per quale ragione questi 2 cognomi si siano affiancati.  L’ipotesi più credibile comunque, resta l’imparentamento avvenuto  tra le famiglie Manes e Campera, fatto che, sempre per ipotesi, diede l’avvio all’uso del doppio cognome  e, con il passare del tempo, uno dei due cognomi decadde al rango di semplice soprannome.

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Luglio 2011 15:49
 
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